Radicalizzare la Riforma - provocati da Bibbia e crisi
94 Tesi
“Proclamate una liberazione nel paese” Lv 25,10
Lutero ha iniziato le sue 95 tesi del 1527 con la pretesa di Gesù di cambiare vita: “Convertitevi, il
mondo giusto di Dio è vicino”. 500 anni dopo viviamo ancora in un’epoca che, similmente al
Giubileo biblico (Lv 25), ci esorta ad imboccare un cambio di direzione e una trasformazione per
raggiungere delle condizioni più giuste. Non lo diciamo in contrasto alla chiesa cattolica romana e i
tanti movimenti di liberazione che in essa sono radicate, ma in contrasto alle strutture dell’impero
che attualmente regna. Solo nell’ascolto della parola dalla croce (I Cor 1,18) e del gemito delle
creature maltrattate (Rm 8,22), solo se apriamo le nostre orecchie per il grido delle vittime che
stanno in basso al nostro sistema iper-capitalista l’anniversario della Riforma potrà diventare
“l’anno giubilare”. L’autogiustificazione cristiana che sostiene questo sistema è opposta alla
giustificazione per fede. Giustificazione può essere vissuta soltanto in ampia solidarietà.
Noi siamo teologhe/i - per di più di provenienza luterana, ma anche riformata, mennonita, anglicana
e metodista - che si sono riuniti per un progetto tuttora in essere, per ripensare le radici bibliche e le
sfide contemporanee del pensiero riformante. La sfrenata distruzione della vita non solo umana in
un mondo governato dal diktat dei soldi e dall’avidità del mercato e dello sfruttamento chiede una
radicale ri-contemplazione delle indicazioni bibliche, come già agli inizi della Riforma. Il vigente
sistema economico, sostenuto dagli apparati imperiali del potere politico, svende in saldi la terra, gli
esseri umani e anche il futuro dei nostri figli/e. Sia le nostre chiese e le comunità, sia i/le singoli/e
cristiani/e in molti luoghi si sono accomodati nello status quo della loro società e hanno perso la
loro forza profetica della protesta, della resistenza e della trasformazione. La giustizia della grazia
di Dio è stata separata dalla giustizia sociale e come “il sale che non sala” non è più utile a nulla
(Mt 5,13). Ci sono delle strade sbagliate della Riforma dalle quali dobbiamo tornare indietro - con
Lutero, ma anche contro Lutero. La Riforma anche oggi può di nuovo diventare il Kairos della
trasformazione.
Le seguenti tesi riflettono dei contesti politici e geografici diversi e provengono da un ampio spettro
di tradizioni di chiese riformate. Per la loro giustificazione pubblichiamo cinque volumi di risultati
di ricerca. Non siamo stati d'accordo su tutti i punti, ma insieme e specificamente in questa
diversificazione di voci e forme vogliamo chiamare per il confronto con queste problematiche e per
la conversione. La crisi in atto, alla quale siamo esposti in tutti gli ambiti della vita e ovunque su
questo pianeta, costituisce un’opportunità di comprensione delle forze barbariche e autodistruttive
vigenti e porta in sé il germoglio della speranza per una nuova cultura di vita.
“Il Messia ci ha affrancati perché fossimo liberi” (Gal 5,1)
1. Nella prospettiva biblica la prima è fondamentale azione di Dio è la liberazione. Anche la
liberazione messianica nel Nuovo Testamento si realizza secondo lo schema dell'Esodo.
Nell’epistola ai Romani la questione per Paolo è che Cristo porta la liberazione dallo
“spaventoso regime del peccato” nel contesto dell'impero romano (Rm 5,12-8,2). Se, invece,
la giustificazione non la si comprende nello schema dell'Esodo ma, come largamente fatto,
nella linea di Agostino e Anselmo di Canterbury che la riducono a colpa (originale) e
perdono, si perde la ricchezza politico sociale del contesto biblico.
2. Paolo analizza il potere del peccato che sotto l’impero romano tiene prigionieri tutti. Le
affermazioni centrali intorno al peccato (
hamartia) hanno un denominatore comune: sono
pensate come relazioni di potere e non in categorie di colpa individuale o di azioni
peccaminose. Quando parla di peccato Paolo ha in mente soprattutto il suo esteso regime di
terrore. L’idea centrale è che il peccato domina tutte le persone e le schiavizza
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 1
convertendole in collaboratori del sistema imperiale.
3. Paolo parla dell'inizio di un cambiamento integrale di regime. La sua speranza si dirige
verso un intervento divino definitivo che per lui è iniziato con la resurrezione di Gesù.
Sebbene Paolo non abbia fini politici, la sua fede nel signoria di Cristo e la speranza in un
cambiamento definitivo di regime hanno profonde implicazioni politiche. Qui si crede che
solo Cristo sia il Signore (kyrios) e che la sua liberazione coinvolga tutto il mondo, ogni
persona e nazione, l’essere umano nella sua totalità.
4. La fede ha come conseguenza che i credenti nella vita sociale e comunitaria cercano di
vivere in modo concreto e nel presente come persone liberate. La comunione dei credenti si
comprende come l’inizio di una nuova vita per tutti. Il riferimento alla liberazione da una
situazione di vita reale totalitaria qual era sotto l’impero romano è di aiuto soprattutto per le
persone che vivono sotto la dominazione dei mercati finanziari e la loro violenza; gli aiuta
molto di più delle tradizionali generalizzazioni del peccato come peccato originale.
“Non puoi servire Dio e Mammona” (Matteo 6,24)
5. Sotto il regime del governo della moneta almeno due
miliardi di persone sono caduti in povertà. Ciò costituisce
l’odierna espressione di Mammona e quindi la sfida
centrale per la fede. Il denaro oggi non è quello emesso
semplicemente dalle banche centrali o il contante nei
portafogli, ma anche la moneta creata dalle banche
commerciali che hanno il diritto di creare illimitatamente
moneta attraverso prestiti con interessi. Già Lutero chiama
Mammona il Dio più diffuso sulla terra (
Grande
catechismo
, spiegazione del primo comandamento).
6. Questo dominio della moneta e la resistenza teologica ad esso si sviluppano storicamente
con l’espansione di un’economia basata sulla moneta e la proprietà privata fin dalla
monetizzazione dell’economia al tempo dei profeti, attraverso il proto capitalismo dei tempi
di Lutero basato su commercio e usura e le forme moderne di capitalismo industriale e
finanziario. Dai tempi della Riforma il capitalismo globalizzato contemporaneo si è
manifestato nello sfruttamento, la colonizzazione e il genocidio degli europei in Africa e
nelle Americhe.
7. Le terre non si venderanno per sempre; perché la terra è mia, e voi state da me come
forestieri e avventizi’ (Lv 25,23).
La proprietà è pensata solo in relazione alla suo utilizzo nella vita. Al contrario, il
capitalismo dà alla proprietà un valore assoluto è recinta le terre e le risorse. Questo
continua oggi con l'accaparramento delle terre particolarmente in Africa e America Latina,
la brevettazione del patrimonio genetico e la privatizzazione della terra, dell’acqua, dell’aria
e così via via.
8. L’individualismo antico e moderno inizia con l’infiltrazione della moneta e della proprietà
privata nella vita quotidiana. Nel mondo capitalista globalizzato l'individualismo è normale.
Per Lutero al contrario l’essere umano non esiste come individuo calcolatore che osserva in
modo neutro la realtà. O l’essere umano è determinato da Dio e in questo caso vive con
compassione e giustizia in relazione con gli altri con particolare attenzione a coloro che sono
considerati gli ultimi (Mt 5,31ss), o consente di essere determinato dal potere del peccato
vivendo incurvato, autoreferenziale, a spese delle altre creature.
9. L’economia capitalista guida una crescita illimitata che danneggia tutta la vita sul nostro
pianeta. Gli esseri umani sono creati da Dio con la missione di
“lavorare e custodire il
giardino”
(Gn 2,15). Lutero inizia le 95 Tesi citando la chiamata di Gesù al pentimento:
“Giacché il nostro Signore e Maestro Gesù Cristo dice: ‘ravvedetevi’ ecc. (Mt 4,17), ha
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 2
voluto che tutta la vita dei credenti fosse penitenza”. Oggi questo significa che,
personalmente e collettivamente, cerchiamo di liberarci dal dominio distruttivo della
moneta. Confidando invece nella giustizia liberatrice di Dio siamo resi capaci di vivere in
compassione e solidarietà con altri umani e il resto del creato.
10. Secondo le Scritture gli esseri umani formano un corpo con molte membra che sono al
servizio le une delle altre (I Cor 12). Ma secondo la logica e la pratica del capitalismo
avanzato, noi siamo guidati dalla competizione. Secondo Lutero noi siamo creati, sostenuti e
rinnovati per lavorare con Dio e gli altri per la giustizia e la pace nell’economia, nella
politica e nella chiesa (
De servo arbitrio 1525). Questo fa di Lutero, dopo i primi approcci
medievale dei movimenti pauperistici con i Valdesi, Wycliffe e Hus, colui che per mezzo
della Bibbia mette in questione la civiltà monetaria egoistica e calcolatrice che si è costruita
dall’ottavo secolo a.C.
11. L'individualismo economico viene religiosamente rispecchiato nell’individualismo della
salvezza. Per contrasto, sia la Bibbia, sia Lutero parlano di persone liberate in relazioni
giuste. Dal Medioevo esistono correnti spiritualizzanti che sono ancora forti nelle nostre
chiese. Ogni lettura e predicazione puramente individualistica dei testi biblici
implicitamente e esplicitamente appoggia i presupposti del capitalismo attuale.
12. Secondo Gesù una persona è nel giusto quando perdona i debiti a chi è debitore, piuttosto
che rispettare le regole della restituzione del debito (Mt 6,12). Secondo Paolo il potere del
peccato (rappresentato dalla legge romana, un’economia avida e un governo imperiale)
converte la legge in uno strumento di morte (Rm 7,7). Lui propone di costruire comunità
alternative di ebrei e greci che vivono in solidarietà nello spirito del Messia che è stato
crocifisso dall'impero. Coloro che Roma ha reso nemici sono riconciliati con Dio e fra di
loro.
13. La maggioranza dei padri della chiesa interpreta la morte di Gesù alla croce nel quadro di
una richiesta di illegittimo ricatto per la liberazione degli esseri umani da parte del diavolo,
che mai perdona i debiti. Cristo lo smaschera e ci libera. Anselmo di Canterbury (1033 -
1109) capovolge quest’approccio nella dottrina della soddisfazione. Secondo lui la legge del
pagamento del debito è superiore a Dio stesso. È per questo che Dio deve sacrificare suo
figlio per generare una specie di 'saldo a suo favore' che può essere usato dagli umani per
saldare i debiti davanti a Dio. In questo modo Anselmo crea le basi per il sistema
penitenziale medievale (con il cui rifiuto da parte di Lutero inizia la Riforma), ma anche per
il capitalismo che nell’ambito del mercato rende assoluto la legge del rimborso del debito.
14. Lutero ritorna alla verità biblica secondo cui Dio perdona senza eccezioni e dal perdono
cresce la fiducia che fonda la solidarietà con il prossimo. Ciò significa concretamente che se
qualcuno è nel bisogno i cristiani rispondono dando e prestando senza interesse. Ne
consegue che il governo dovrebbe intervenire nel mercato quando il welfare pubblico è a
rischio. Oggi invece il capitalismo nella forma neoliberista assolutizza il mercato
prevedendo interventi pubblici solo nell'interesse dell’accumulazione di capitale. Traendo
ispirazione dalla Scrittura e dalla Riforma le comunità di fede devono resistere!
15. Nel racconto della Pentecoste lo Spirito di Dio conferma la diversità culturale e linguistica
(At 2). Dal quarto secolo fino alla Riforma la Bibbia viene letta solo in latino. Wycliffe e i
riformatori successivi aprono nuovamente alla pluralità consentendo alle persone di
ascoltare le Scritture nella propria lingua. Questa diversità è ancora una volta sfidata dalla
forza omogeneizzante del mercato globale neoliberista che trasforma tutti gli umani in
consumatori individuali, l’agricoltura in agro business, il commercio regionale in catene
transnazionali e le produzioni locali in monoculture da esportazione.
16. La Bibbia stabilisce un’economia politica della 'sufficienza per tutti' basata sulla
condivisione di ciò che ricevono per il bene comune di tutti (Es 16).
Tutti i riformatori sono d’accordo nel credere che l’economia debba servire il bene comune
e le necessità specifiche dei prossimi. Lutero sviluppa al riguardo un’interpretazione della
croce che guarda l’umanità dai margini della società a partire dai poveri, dai deboli e dai
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 3
sofferenti. Oggi noi non invochiamo un ritorno alle forme storiche del socialismo
(‘socialismo reale) che ha avuto effetti distruttivi quanto il capitalismo, ma prevediamo
forme di economia della vita basata sui doni di Dio, i beni comuni, che produce e
distribuisce beni e servizi in modo democratico e attento all’ambiente.
17. Le Scritture affermano che tutti gli esseri umani, donne e uomini, sono creati a immagine di
Dio e dotati della stessa dignità (Gn 1,26-28).
Nel libro dei Giudici come nei testi della Torah quest’affermazione porta alla formazione di
comunità solidali. Una tradizione che viene poi ripresa dalla prima cristianità (At 2 e 4). Le
voci della Riforma Radicale ricorrono a questi testi cercando di instaurare una democrazia
non solo politica ma anche economica.
18. L’insegnamento di Lutero sulla giustificazione per grazia mediante la fede in Cristo soltanto
(Rm 5,1), è un’interpretazione legittima e liberatrice delle Scritture nel quadro degli abusi
della fede nell’alto Medioevo e contro l’emergente economia del prestito ad interesse. Il
gratuito rilascio dei peccati (e dei debiti), la liberazione dal potere del diavolo e la promessa
della vita eterna in questo contesto significano non solo libertà spirituale ma anche
possibilità di riconciliazione e responsabilità etica verso il prossimo.
(La libertà del
cristiano).
19. Mentre anche per Lutero la giustificazione per grazia esprime l’uguaglianza di ogni persona
davanti a Dio, la Riforma non è stata in grado di darne concreta attuazione sociale ed
economica. Così è potuto succedere che il successivo luteranesimo ha potuto trasformare la
disuguaglianza sociale ed economica in un ordine gerarchico dato da Dio stesso. Questo
culmina nell’affermazione dell’autonomia del mercato e/o dello stato, cosa che sia le
Scritture, sia Lutero contestano esplicitamente.
20. Secondo le Scritture le persone sono valutate con grazia e non per il proprio rendimento
(Mt 20).
Al mito del rendimento, secondo cui le persone sono giudicate per la propria prestazione e
ottengono ciò che si meritano, bisogna opporre il ‘principio del necessario’ che è
equivalente alla giustificazione per fede. Le conseguenze etiche e sociali che ne conseguano
costituiscono una critica al mondo del lavoro attuale dominato dall’ideologia del rendimento
e dagli effetti (sociali e psicologici) negativi.
21. Mentre l’insegnamento di Lutero dei due regni e dei due reggimenti nella sua successiva
storia interpretativa è stato usato per giustificare ‘quietismo politico’ e obbedienza passiva
allo stato (Rm 13,1), la sua teoria deve essere reinterpretata come una chiamata alla
vigilanza politica e all’impegno dei cristiani a vivere la propria responsabilità pubblica verso
“i prossimi” nel perseguire la pace, la giustizia e l’integrità del creato.
22. “Non conformatevi alle strutture di quest’ordine del mondo …’ (Rm 12, 2).
A causa degli effetti sulla gente semplice del suo tempo, Lutero ha detto un chiaro no alle
strutture e alla gestione delle banche e delle società commerciali del suo tempo: "Se si vuole
far sopravvivere le società, la giustizia e l’onestà devono soccombere. Se si vogliono avere
giustizia e onestà le società devono sparire" (WA 15,312). Oggi l’imperativo della crescita
economica, dell’espansione monetaria e della privatizzazione sono una minaccia mortale a
livello planetario e tentare un aggiustamento con ammortizzatori sociali non aiuta. Ci vuole
un’alternativa a lungo termine al capitalismo neoliberista. Molti esempi mostrano che un
nuovo ordine monetario e proprietario orientato al bene comune e alla responsabilità
pubblica è non solo necessario ma possibile.
23. “Beato chi ha fame e sete di giustizia perché sarà saziato’ (Mt 5, 6).
Il nuovo ordine può stabilirsi in ogni situazione locale dove le chiese locali possono
partecipare, per esempio, al decentramento dell’offerta energetica collegandosi ai movimenti
sociali per attuare cambiamenti istituzionali. “Se si lascia tutto alla politica si ottiene poco e
troppo tardi. Se cerchiamo di realizzare solo dal basso non c'è la facciamo. Se lavoriamo
insieme faremo quanto serve e in tempo” (Movimento delle Città in Transizione).
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 4
‘Il messaggio della croce... è il potere di Dio’ (I Cor 1,18).
24. Dal Medioevo (Anselmo di Canterbury) in molte chiese e nella loro proclamazione la morte
di Gesù fu compreso come il sacrificio del figlio di Dio che produce la necessaria espiazione
per i nostri peccati. Quest’interpretazione fa di Dio un signore sadico che causa sofferenza.
Si tratta di un errore teologico. Dio salva dalla violenza, non attraverso la violenza.
25. La croce era il supplizio per i ribelli e gli schiavi fuggitivi sotto l’impero romano. Molti
innocenti sono stati vittime di queste pubbliche dimostrazioni di potere. Immagini come il
crocifisso con la maschera a gas, la crocefissione di una donna gravida o di un contadino
vogliono ricordare quante persone oggi continuano ad essere ammazzate dal potere
dominante. Gesù crocifisso è intimamente collegato a loro.
26. Secondo la tradizione biblica il martirio del giusto produce il perdono dei peccati del popolo
(IV Mac 17,21s) e la morte innocente del servo di Dio rende giusti molti (Is 53,11s). Ciò dà
nuovi significati alla morte in croce di Gesù.
27. L’incontro con il risorto fa apparire la croce in una nuova luce (Lc 24) - nella luce di quel
Dio che “dà la vita ai morti e chiama in esistenza le cose che non sono” (Rm 4,17).
28. Leggendo le Scritture alla luce della resurrezione, Gesù viene intessuto nelle antiche
preghiere di lamento delle persone traumatizzate (
“Dio mio perché mi hai abbandonato?”
Mc 15,34 e Sal 22,2) e nella loro grande speranza (“i poveri mangeranno e saranno saziati”
Sal 22,26) in un modo che comprende anche noi.
29. La teologia della croce può consentire di superare l’immaginario contaminato che associa la
croce alle crociate della storia coloniale. In questo modo la teologia della croce può tornare
ad essere una teologia della vita (della resurrezione), espressione della solidarietà di Dio con
i popoli oppressi (
minjung), della giustizia economica per tutti/e e dell’integrità della rete
ecologica della vita.
30. In questo modo la resurrezione mostra la morte alla croce come giudizio contro i poteri della
violenza, come la più radicale realizzazione dell’incondizionata solidarietà di Dio con tutte
le creature sofferenti e come espressione della fedeltà e della giustizia verso tutti i popoli ed
il creato.
31. Nella comprensione biblica la fede è conversione. Con riguardo alla chiamata di Gesù per la
penitenza Lutero ha dichiarato: "non si riferisce solo alla penitenza interiore, la quale non
sarebbe nemmeno penitenza, se non producesse atti esteriori di uccisione della carne (i.e.
delle azioni egocentriche)" (95 tesi, 3). Da un lato siamo dunque chiamati ad un processo di
verità e riconciliazione rispetto agli errori sul piano etico della Riforma. Dall'altro,
accogliendo la giustizia di Dio per noi, siamo chiamati a contribuire alla storia della
liberazione operando con giustizia. "Solo il credente obbedisce e solo chi obbedisce crede"
(Bonhoeffer).
32. La teologia della giustificazione di Lutero deve essere ampliata e rinnovata in diversi
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 5
momenti e luoghi, specialmente alla luce della nozione luterana dell’evangelo come voce
vivente di Dio. L’insegnamento riformato della giustificazione deve liberarsi
dall’individualismo proprietario occidentale e dal ‘quietismo politico’, tramite la liberazione
degli umani dai presupposti idolatri su cui basiamo le nostre vite: il privilegio della specie,
del genere, dell’etnia, della religione, della nazionalità e della classe. La giustificazione
dovrebbe essere riscoperta come la manifestazione della profonda compassione di Dio per
tutti nella morte di Gesù Cristo, rafforzando così la nostra responsabilità pubblica in ambito
della giustizia politica ed economica e il riconoscimento dell'altro.
“Guarda, ogni cosa è diventata nuova” (II Cor 5,17)
33. L’evangelo cristiano tratta davvero della riconciliazione tra Dio e l’umanità e tra gli esseri
umani. Ma se “la buona novella” non riesce a riconciliare tutto il creato non è una buona
novella (II Cor 5,18).
34. La comprensione della Riforma che siamo salvati dalla fiducia nella grazia di Dio dovrebbe
comprendere anche la comprensione che Dio è presente in tutto il creato e risponde al suo
grido (Rm 8,18-23).
35. Sicuramente nel sedicesimo secolo la critica dei riformatori alle forme esteriori ed alla realtà
materiale del culto è stato un progresso, ma alcuni di essi sono andati troppo oltre rifiutando
ogni concetto del sacramentale rimuovendo la cultura materiale in un impeto di iconoclastia.
Sbagliando, non hanno riconosciuto che tutta la vita è impregnata di Dio e che tutto il
mondo in sé è una realtà sacramentale.
36. Il riconoscimento della Riforma che siamo salvati per grazia mediante la fede dovrebbe
anche affermare la caritatevole presenza di Dio in tutto il creato. La comunione di Dio con il
mondo in Gesù Cristo significa che anche noi siamo chiamati ad essere in comunità con il
mondo. In questo mondo una fede diventa realtà quando partecipiamo alla missione di Dio
per il rinnovamento del creato.
37. La Madre Terra viene attualmente crocefissa e deve sperimentare la resurrezione (Rm 8,18-
22). Questo è molto importante per noi esseri umani, gli animali, le piante, l’aria, l’acqua e
la terra. Noi siamo umani non perché consumiamo, ma perché viviamo in connessione con il
creato avendo cura di esso e della nostra vita.
38. "L’evangelo a tutte le creature" (Mc 16,15 sc. la traduzione di Lutero), la buona novella di
Dio per l’intero creato e i comandamenti di Dio (Sal 119) sono impediti, se gli umani, fatti a
immagine di Dio, distruggono quest’ordine esercitando l’ingiustizia (Rm 1,18-28).
39. L’evangelo ci sfida a preservare il creato come il giardino di Dio. Ciò richiede sia una chiara
decisione personale, sia una nuova politica economica, sociale ed ecologica per il benessere
dell’intero creato e di tutti i popoli su questo globo.
40. “L’abbondanza di vita” (Gv 10,10) rompe con il concetto di sviluppo economico che
conosciamo: si concentra sulla nostra relazione con il creato verso cui la comunità umana
deve orientarsi. “L’abbondanza di vita” non mira ad avere di più in termini di
accumulazione e di crescita, ma vuole l’equilibrio di tutte le relazioni.
41. Tutti gli esseri umani e tutta la natura hanno il diritto e hanno il bisogno di “pane e rose”,
hanno fame di pane e bellezza. Si tratta di un compito incompiuto della teologia della
Riforma di lottare e di proclamare il diritto alla pienezza di vita per tutto il creato.
42. La terra dà la vita a tutte le creature (Gn 1,24). Ciò che la natura genera è un dono di Dio di
cui dovremmo avere buona cura. Questa è l’espressione della nostra gratitudine e della
nostra vocazione come umani di Dio (Sal 104).
43. Vivere in abbondanza non significa consumismo, ma l'essere connessi con l'intero creato.
L’essere umano e la sua industriosità non sono il fine della creazione. La creazione di Dio
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 6
culmina nel fatto che possiamo raggiungere la pace nel culto e nelle relazioni reciproche (Gn
2, 2).
44. L’evangelo ci chiama a preservare e rinnovare il creato come giardino di Dio (Gn 2,15; Is
65,17; II Ptr 3,13) adottando uno stile di vita sobrio e collaborando con popoli di differenti
culture e religioni nel realizzare politiche economiche sociali e ambientali che affermino la
vita.
45. Il significato di “creato” è strettamente collegato alla vita delle future generazioni. Le
teologie sono continuativamente state dominate dalla concezione degli adulti come
personalità e non dei/lle bambini/e come personalità, mentre nella storia di Dio si parla
sempre di esseri umani, compresi i bambini. In vista del loro futuro messo a rischio, questo
deve essere preso in seria considerazione.
46. I diritti dei bambini esistono per proteggerli contro la violenza, l’oppressione e lo
sfruttamento. Allo stesso tempo è importante accettare i bambini con tutte le loro capacità,
così come sono e con tutte le loro incapacità e quel che non sono. In questo senso la teologia
gli deve liberare dal loro esser oggetti per diventare soggetti con un futuro.
“Benedetti coloro che si adoperano per la pace” (Mt 5,9)
47. Si deve dare ascolto al grido delle vittime, di chi ha sofferto violenza; in particolare ai
seguaci della Riforma come ai contadini, agli anabattisti (i mennoniti e altri), agli ebrei e ai
musulmani! Si deve anche dare ascolto al grido di chi oggi subisce violenza particolarmente
quella domestica, lo sfruttamento economico, la violazione dei diritti umani, a causa della
ingiustizia contro il creato, dell'imperialismo e le guerre incessanti!
48. Si deve richiamare alla conversione per una prassi della pace (Is 2,2-4). La prassi della pace
è realizzata dove esseri umani seguono la prassi di Dio e ogni prassi della nonviolenza come
Gesù l’ha praticata. Con questa prassi della pace inizia il regno di Dio, inizia la pace di Dio
(lo shalom, Is 11,6-9).
49. Il fenomeno della violenza risale ovunque si resiste alla prassi della pace ed essa viene
impedita dalla violenza sociale, politica ed economica o di Stato, le cui vittime gridano al
cielo per invocare l’aiuto di Dio.
50. La violenza è diffusa e presente in molte forme: strutturale, tecnologica, militare, esecutiva.
L’universalità della violenza diventa evidente nelle pratiche endemiche, come per esempio
l’identificazione dell'altro come il nemico, o peggio, il capro espiatorio (At 7,54-60).
51. Per ogni forma di violenza si devono trovare le ragioni e le cause. La violenza è sempre una
conseguenza di una violenza precedente. Violenza significa sempre violenza contrapposta.
52. Non è possibile legittimare o giustificare la violenza. Essa è sempre illegittima. Non esiste
una violenza legittima, vuol dire che non esiste una violenza che può essere giustificata
tramite il diritto. Non esiste una guerra giusta, non esiste una guerra legittima. Lutero,
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 7
Dirk Willems salva il suo persecutore
dall’affondamento, conscio cee così si consenna
alle autorità per essere bruciato sul rono.
Illustrazione di Jan Luykenin, “Märtyrerspienel”

Zwingli e Calvino hanno tollerato violenze limitate per scongiurare violenze maggiori. Ma
persino questa logica è diventata anacronistica a fronte dei moderni mezzi di distruzione di
massa. La violenza non può mai servire come mezzo per raggiungere uno scopo, poiché Dio
ha riconciliato ogni cosa in sé (Col 1,19-20).
53. Tantomeno si può far applicare il diritto con la violenza. Quando degli esseri umani
subiscono una violenza devono essere protetti con i mezzi della prassi della pace. Al tempo
della Riforma veniva deciso che l'esercizio della violenza in tempo di guerra e nella politica
fosse un compito delle ‘autorità’ e unicamente come protezione del prossimo dalla violenza.
Questa violenza molto limitata, laddove deve essere utilizzata, non può essere compresa
come un dato di fatto, ma quale segno di un mondo spezzato.
54. Anche la giurisdizione si basa sulla violenza. Si tratta di una specie di violenza fondativa.
Questa violenza non legittima violenze successive ma chiama per le azioni del giusto (Mt
5,38-42). I sistemi giuridici devono essere giudicati in base alla capacità di assicurare la
pace garantendo la giustizia.
55. Praticare la pace significa vivere, parlare e agire senza violenza. Praticare la pace significa
fare ciò in cui la pace si realizza: praticare la giustizia, ascoltare, perdonare, condividere,
dare, guarire, consolare, aiutare, resistere alla violenza. Tutto questo in quanto attiva
resistenza contro la violenza (
Mt 5,3-1). Tutto questo è culto reso a Dio (Rm 12,1-2); il
culto diventa pratica di pace.
56. La pratica di pace riguarda anche il linguaggio: non adoperare violenza retorica,
testimoniare non persuadere [
bezeugen nicht überzeugen, a.d.trad.] (Mt 5,33-37).
57. Praticare la pace significa costruire sulla convinzione che la convivenza di tutti/e, i.e. della
comunità politica, è sopportata esclusivamente dalle prassi della pace. Praticare la pace in
questo modo vuol dire seguire una convinzione che sia responsabile e realistica - perché solo
tramite la prassi della pace la pace stessa può diventare presente nel mondo (Mt 5,43-48).
‘Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la Torah di Cristo’ (Gal 6,2)
58. La Riforma ha origine dalla riscoperta di Lutero della giustizia di Dio come potere creativo
e di rinnovamento, come espresso nelle lettere di Paolo. Nella sua dottrina della
giustificazione Lutero interpreta questa giustizia come attenzione misericordiosa di Dio
anche per chi non ha Dio (sola gratia) e come fede nella fedeltà di Dio (sola fide) in Cristo
(solus Christus).
59. La giustizia di Dio porta Paolo alla visionaria comprensione che “in Cristo” le polarità e le
gerarchie di questo “presente ordine diabolico del mondo" (Gal 1,4) sono state superate. Il
"noi" non ci definisce in quanto separati dagli "altri", ma in quanto interconnessi con loro.
Le divisioni umane in nazioni, religioni, generi e classi che definiscono l'
io come nemico e
rivale dell'
altro sono rimossi nel battesimo come vecchi indumenti. La nuova prassi di
diventare "uno" attraverso la reciprocità e la solidarietà crea una nuova forma di umanità e
un nuovo mondo (Gal 6,2.15)
“Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né
libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù.”
(Gal
3,28). Con ciò la giustizia di Dio, la giustificazione degli esseri umani e la giustizia umana
sono inseparabilmente connessi.
60. Uno degli aspetti più problematici e non paolini della teologia della giustificazione riformata
e di seguito interpretata dal protestantesimo è il suo concetto di “legge”. Lutero contrappone
regolarmente la "giustizia per legge" alla "giustizia o giustificazione per fede" e intende
questa come un’irriconciliabile polarità tra giudaismo e cristianesimo.
61. Questa polarizzazione gravida di conseguenze emerge dall’interpretazione di Lutero della
lettera ai Galati. Ingiustificatamente Lutero identifica la legge criticata da Paolo con la
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 8
Torah ebraica. La controversia dei Galati sulla necessità del rituale ebraico della
circoncisione per i credenti in Cristo è compresa come un rifiuto del giudaismo e della sua
legge. Come mostrato da ricerche recenti, il primo bersaglio della lotta di Paolo contro i suoi
oppositori galati non era la Torah ebraica ma la legge e la struttura dell'impero romano. Esse
imponevano sia agli ebrei, sia ai gentili di conformarsi alle regole vigenti. Il modello paolino
di comunità solidale tra ebrei e non ebrei in Cristo si scontra in primo luogo con queste
norme imperiali e schemi di socializzazione, non ultima con riguardo al culto romano
dell'imperatore.
62. La Riforma successivamente identifica il giudaismo con il cattolicesimo romano
etichettando entrambe come "religioni legalistiche" che raggiungono la giustificazione
attraverso “le opere della legge". La polarità tra “opere o grazia e fede”, tra “evangelo o
legge” applicata alle persone concrete ha avuto un impatto disastroso lungo la storia
dell’interpretazione. Non solo è stato letto in chiave antigiudaica e anticattolica ma si è
rivolta anche contro gli "entusiasti", gli anabattisti, i musulmani e altri "eretici" spesso con
conseguenze mortifere.
63. Fino ad oggi le teologie della liberazione e femministe e i movimenti sociali sono stati
spesso accusati di “giustizia per opere” o “giustizia legalista” negando loro il titolo di essere
espressioni di fede autentica e quindi la legittimazione. La teologia della giustificazione è
utilizzata contro la giustizia nel mondo.
64. In questo modo il nucleo della tradizione protestante è compromesso per il fatto di definirsi
contro gli "altri", piuttosto che in linea con la solidarietà radicale di Paolo con l'altro,
solidarietà che attraversa confini e segregazioni. Alla luce della presente crisi mondiale è
indispensabile ripensare la teologia della giustificazione protestante basandola nuovamente
sulle radici bibliche della giustizia di Dio.
65. Il giudizio negativo sul giudaismo e la legge ha anche contribuito nella categorica
svalutazione dell’intero Antico Testamento. La formula trinitaria del Padre, Figlio e Spirito
Santo che accomuna tutte le chiese cristiane testimonia il legame indissolubile tra le due
parti del canone scritturale. Riguadagnare l'unità dei due testamenti è un altro compito
essenziale della teologia riformatrice di oggi.
66. Il Messia Gesù di Nazareth invita tutti i popoli a partecipare al futuro che è stato promesso
ad Israele: una società giusta ed equa nello spirito della Torah. La chiesa cristiana non
prende il posto di Israele. L’antico Israele è la radice della chiesa.
“Non tu porti la radice
ma è lei che porta te” (Rm 11,18).
67. Il Messia Gesù annuncia che il Regno di Dio, il suo mondo giusto, è vicino (Mt 4,17).
Nell'orizzonte di questa speranza Gesù interpreta la Torah di Israele nel contesto del tempo
(Mt 5-7). I criteri della sua interpretazione sono il culto esclusivo a Dio e l'amore del/la
prossimo/a specialmente del povero e di colui privato dei diritti (Mc 12,28-34; Mt 25,31ss).
In particolare la loro situazione determina come la Torah deve essere interpretata. Così la
Torah, di cui non il più piccolo comandamento sarà cancellato, diventa l'orientamento per le
comunità messianiche (Mt 5,17-20; 28,19-20; Rm 3,31). La chiamata di Gesù di orientarsi
alla sua interpretazione della Torah intende una sua continua reinterpretazione e
rivitalizzazione, alla luce della speranza nel Regno di Dio che viene.
68. Nella lettera ai Romani udiamo il grido di persone oppresse dal sistema imperiale che rende
impossibile vivere secondo le norme della Torah. Il peccato non è una condizione umana
astratta, ma si materializza in condizioni sociali concrete. Le strutture del potere imperiale
rappresentano per Paolo il potere del peccato che conduce necessariamente le persone a
infrangere la legge vitale della Torah e li rende complici delle forze della morte e
dell’autodistruzione (Rm 7,24).
69. La giustificazione per fede e attraverso la grazia, di cui scrisse Paolo, include pertanto la
doppia liberazione e dell’essere umano e della Torah dal potere del peccato. Le comunità
messianiche costituiscono uno spazio in cui ebrei e non ebrei “in Cristo” possano compiere
la Torah come legge di vita attraverso l’amore reciproco ed anche dei nemici (Rm 8,2; 12,1-
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 9
21; 13, 8-10).
70. La posizione critica di Paolo e della Riforma contro la legge non è diretta contro un
ordinamento legale delle società in quanto tale (
usus civilis legis). Il diritto e la legge infatti
sono necessari per la conservazione delle società umane. La critica è diretta esclusivamente
contro la strumentalizzazione della legge da parte dei forti contro i deboli, già denunciato
dai profeti. La legge esiste per l’essere umano e non viceversa, come spiegano tanto Gesù
quanto i rabbini (Mc 2,27; Talmud babilonese, Trattato Eruvin 41b). La legislazione umana
deve essere sempre esaminata criticamente e continuamente cambiata, affinché nelle
situazioni concrete rappresenti il diritto delle vittime invece di dare copertura legale alle
ingiustizie del sistema dominante.
71. In questo contesto l’identificazione di Lutero dei 10 Comandamenti (il decalogo) con la
legge naturale (Mosè come “Sachsenspiegel” [codice legale medievale, a.d.trad.] degli
ebrei) rappresenta una sfida specifica. Così Lutero mette in ombra la specificità della Torah
come legge alternativa che si differenzia in alcuni punti decisivi dalle leggi del suo ambiente
- come per esempio la legge del Sabato, il perdono del debito o la proibizione
dell’accumulazione per avidità (decimo comandamento). Se la Torah viene semplicemente
associata ad altri codici legali del tempo, come quello dell’impero romano che assolutizza la
proprietà privata, si perde la sua specificità.
72. Ancora peggio è che Lutero nel suo Piccolo Catechismo Lutero omette il preambolo
politicamente concreto del Decalogo: “
Io sono il Signore tuo Dio che ti ho tratto dal paese
di Egitto, dalla casa di schiavitù”
(Es 20,2; Dt 5,6). Inoltre amplia il comandamento
dell’onorare il padre e la madre estendendolo alle autorità in sé. Queste due sintomatiche
modifiche alla base scritturale nel Catechismo più autorevole di Lutero, sono indicative di
come il luteranesimo abbia potuto diventare prono al servizio obbediente di qualsiasi ordine
stabilito, anche molto ingiusto, invece di essere fedele al Dio liberatore (sola fide) e stare
dalla parte degli oppressi (coloro ai quali il diritto viene negato).
73. Se l’ordine stabilito non pratica la giustizia e rimane indifferente alle necessità delle persone
semplici, particolarmente degli ultimi (Mt 25, 34-40), rivelando la sua idolatria e imponendo
inaccettabili condizioni di vita, i/le cristiani dovrebbero non solo disobbedire ma anche
resistere attivamente alle autorità malvagie.
74. All’interno delle strutture imperiali l’orientamento alle liberatorie indicazioni della Bibbia è
resistenza contro le logiche mortifere, le leggi violente e i poteri schiavizzanti. Per poter
resistere in questo modo si deve recuperare una comprensione profonda delle tradizioni
liberatorie della Torah, sia nell’Antico, sia nel Nuovo Testamento, che sono state per di più
dimenticate. Come nel tempo della Riforma abbiamo bisogno di un nuovo ‘risveglio’, di
studi biblici di avanguardia nelle nostre comunità che trattino dei problemi individuali ma
anche sociali ed economici in un modo critico e liberatorio. Per esempio il perdono del
debito e il perdono di Dio dei peccati sono biblicamente inseparabili (Mt 6,12). I/le cristiani
oggi dovrebbero avere la possibilità di conoscere meglio proprio l’Antico Testamento, la
Bibbia ebraica in quanto essa è un ricco tesoro per la vita quotidiana e il giudizio etico.
75. I discepoli di Gesù Cristo (gli uomini e le donne che seguono Gesù) hanno il desiderio di
comprendere il mistero di Dio nella comunità con i testi sacri della rivelazione divina anche
di altre religioni. Possono sperimentare questa gioia quando in un comune sforzo insieme a
ebrei, musulmani, induisti, buddisti e ogni altra cultura dell’Africa, del Nord America,
dell’America Latina, dei Caraibi, dell’Asia, del Pacifico, del Medio Oriente e dell’Europa
(Is 49,6) si impegnano per la costruzione di un mondo migliore, rafforzando il dialogo.
L’evangelo smentisce ogni forma di invasione culturale, religiosa e militare.
76. Una lettura post coloniale della teologia della Riforma promuove un progetto di
inculturazione, per sottolineare che il dialogo interreligioso deve essere un dialogo profetico.
In questo modo comincia una critica a quelle forme di teologia della Riforma che sono serve
della colonizzazione, o la cui conoscenza viene abusata per il servizio al potere.
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 10
‘Lo spirito soffia dove vuole’ (Giovanni 3,8)
77. Nello spirito della chiesa che emerge dalla Riforma è cruciale che ascoltiamo il grido delle
persone e dei popoli nel mondo, che si rendono conto che le chiese non vedono, ma
trascurano ed escludono la loro sofferenza, oppressione e situazione culturale (Mt 25,31ss).
Ignorare ed evitare tutto questo aggrava, invece di guarire le divisioni nella chiesa e nella
società.
78. I movimenti della Riforma hanno inteso la chiesa non tanto come istituzione ma come
popolo battezzato da Dio riunito in comunità locali. La chiesa come comunità discepola di
Gesù è il luogo santo in cui si ascolta la Parola universale di Dio e si celebrano i sacramenti
in molte lingue e secondo diverse tradizioni e confessioni per contribuire a riparare il mondo
(tikkun olam).
79. Il sacerdozio di tutti i/e credenti è stato un passo radicale per la democratizzazione
dell’istituzione più potente di quel tempo, la Chiesa Romana. Oggi questo deve essere
tradotto in un appello rivoluzionario per i diritti civili universali e per la distribuzione equa
dei prodotti del lavoro umano.
80. Nel 16° secolo la chiesa è stata riformata, ma presto le chiese nella tradizione della Riforma
si sono invischiate di nuovo in strutture e pratiche patriarcali e gerarchiche, tramite le quali
furono asservite ai poteri economici e agli interessi politici. La sua persecuzione di ebrei,
anabattisti e musulmani non è solo deplorevole, ma imperdonabile! Il pentimento non è
sufficiente: lo Spirito di Dio ci deve poter spronare ad abbandonare l’espressione
costantiniana della chiesa. Si tratta di lasciarsi ispirare per la formazione di una chiesa, in
cui, a partire da chi è escluso dalla società, tutti/e possono decidere, una chiesa che supera i
confini, che è veramente cattolica, inclusiva e aperta alla collaborazione oltre ogni barriera
tra religioni, etnie, interessi geografici e personali.
81. Il discepolato in Cristo richiede un atteggiamento di contemplazione, di esercizi spirituali,
illuminazione e sintonizzazione alla volontà di Dio. Se ascoltiamo la voce di Dio con il
timore di Rahab (Gs 2) o il timore di Maria ed Elisabetta (Lc 1), e permettiamo che lo
Spirito di Dio inondi le profondità del nostro essere, allora imboccheremo il sentiero del
discepolato in Cristo. Le donne nella Bibbia e le donne della Riforma Radicale mostrano la
via del discepolato, del misticismo, della testimonianza e del martirio.
82. Lo spirito di Dio agisce liberamente e soffia dove vuole per continuamente rinnovare la
chiesa. Non è proprietà di alcuno né può essere accaparrata da interessi istituzionali o
definizioni dottrinali.
83. Lo Spirito porta rinnovamento e cambiamento nella chiesa e nella società. Oltre alla
trasformazione degli/le individui, mette i/le credenti in grado di combattere a fianco di altre
religioni, ideologie e movimenti sociali, e di sopportare le sofferenze prodotte da questo
impegno con amore, solidarietà e giustizia.
84. Quando Lutero ha chiamato la croce l’elemento che identifica e connota la chiesa ha
stabilito un criterio: per essere chiesa, deve diventare vulnerabile a causa della sua
esposizione con e per i poveri e rischiare il suo status sociale e politico protestando contro le
strutture e le politiche ingiuste.
85. Piuttosto che focalizzarsi solamente sulla pietà individuale, la chiesa deve mettere la sua
enfasi sulla resistenza e la trasformazione sociale. Altrimenti le ingiustizie continueranno ad
avere via libera stravolgendo il fondamento delle nostre relazioni con Dio, con noi stessi,
il/la nostro/a prossimo/a e con l’intero creato. Attraverso pratiche come la predicazione,
l’insegnamento, il culto, la cura, la formazione comunitaria e l’organizzazione con altri/e la
chiesa può aiutare a contrastare il peccato, la dipendenza e la cecità che rendono possibile il
prevalere dei tanti aspetti dell’impero.
86. Grazie al potere ispirante e raccordante dello Spirito persone molto differenti tra loro sono
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 11
trasformate in una corporeità, in una “nuova creazione”. Lo Spirito non solo rinnova e
trasforma, ma riunisce le persone nell’unità del corpo di Cristo e non può essere usato per
giustificare divisioni nella chiesa. Una chiesa che si riforma deve essere riconciliata in se
stessa e cercare di superare le divisioni tra Oriente e Occidente, tra Cattolici Romani e
Protestanti e tra le varie chiese della Riforma, affinché tutti possano giungere a celebrare
insieme la Cena del Signore.
87. Una chiesa in riformazione viene continuamente trasformata dagli apporti di altre tradizioni
teologiche e culture. Sottolineando il vincolo tra lo Spirito e la Parola, Lutero ha criticato chi
pretende di ricevere una rivelazione speciale che non sia legata alle Scritture. Questo non
deve essere male interpretato come un limitare la libertà dell’opera dello Spirito nelle
persone, comprese quelle di altre tradizioni o religioni e comprese persino l’intero creato.
(Rm 8).
88. La critica di Lutero ai cosiddetti “entusiasti” non può essere trasferita al nostro tempo come
una critica generalizzata al pentecostalismo. Mentre “le teologie della prosperità” vanno
criticate sulla base della teologia della croce, dobbiamo porre attenzione all’opera dello
Spirito nei movimenti pentecostali nell’edificazione delle comunità, riscatto delle persone
dalla marginalizzazione e nella restituzione di dignità a chi soffre per la povertà, le
infermità, le dipendenze e la disoccupazione.
89. La riscoperta e la rilettura delle tradizioni bibliche basata sull’analisi sociale della
prospettiva delle persone marginalizzate e la lettura contestuale e interculturale della Bibbia
in situazioni molto diverse nel mondo è un importante segno di speranza che le
ermeneutiche liberatrici delle tradizioni della Riforma oggi sono attive in molte chiese.
90. Al cuore della Riforma c’era l’importanza dell’accesso universale all’educazione insieme
alla rilettura critica della Bibbia in relazione alla situazione del tempo. Ma con la diffusione
delle chiese della Riforma in tutto il mondo, questo principio non fu necessariamente
mantenuto. Invece sta crescendo una spiritualità individualista che collude con interessi
potenti e in questo modo perpetua illusioni - il fondamentalismo religioso sta addirittura
crescendo.
91. Recuperare la teologia biblica e la critica istruzione teologica (e l’educazione in generale) è
la chiave per lo sviluppo della riforma e per il rinnovamento nel cristianesimo a livello
globale nel 21° secolo.
92. Benedetti coloro che non si adeguano al sistema imperante, ma che protestano per come Dio
continua ad essere crocefisso nei canoni di questo mondo (Rm 12,2) e cooperano con altri
per costruire un nuovo mondo di giustizia e pace nelle comunità umane.
93. Un “nuova Riforma” è necessaria. Allora come adesso è facile essere pii, devoti. Ma la pietà
spesso si esprime in forme inadeguate, poiché le chiese si sono allontanate dalle realtà del
mondo in cui la gente vive. Come Lutero in altri tempi, così anche noi oggi abbiamo
bisogno di un rinnovamento del linguaggio, di un ritorno al messaggio liberatorio
dell’evangelo.
94. La proposta di Bonhoeffer di un cristianesimo impegnato nel mondo che scopre un nuovo
linguaggio per il vecchio evangelo, deve essere tradotto quale “preghiera e azione nel
mondo per ciò che è giusto” (Bonhoeffer). Tutto il parlare della chiesa deve nascere di
nuovo da questa preghiera e da quest’azione. È esattamente ciò su cui insiste la Teologia
della Liberazione quando sostiene che l’ortodossia e l’ortoprassi sono inscindibili.
“Radicalizzare la Riforma – provocati da Bibbia e crisi” non è una opzione ma un imperativo per
le chiese e per la teologia. Lutero stesso ha fatto delle Scritture il criterio per ogni tradizione.
L’interpretazione contestuale della Bibbia ha affinato quest’ermeneutica critica e profetica. Lutero
si impegnò in una critica sistemica già agli inizi della modernità capitalistica. Come potremmo noi
che viviamo alla fine di questo periodo omicida e suicida della storia umana non ascoltare di nuovo
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 12
le fonti della nostra fede e unirci ad altri per “mettere i bastoni tra le ruote”? Lasciateci camminare
con altri sulla strada della giustizia e della pace.
Halle, 7 Agosto 2014
Prof. Dr. Walter Altmann/Brasilien, Prof. Dr. Charles Amjad-Ali/Pakistan/USA, Dr. Claudete
Beise Ulrich/Brasilien/Deutschland, Prof. Dr. Daniel Beros, Argentina, Prof. Dr. Karen
Bloomquist/USA, Leonardo Boff, Prof. emer. für Theologie und Ethik/Petrópolis, Prof. Dr. Klara
Butting/Deutschland, Prof. Dr. Paul Chung/Korea/USA, Prof. Dr. Frank Crüsemann/Deutschland,
Dr. Marlene Crüsemann/Deutschland, Dr. Silfredo Dalferth/Brasilien/Deutschland, Prof. Dr.
Wanda Deifelt/USA, The Rev Dr. Moiseraele Prince Dibeela/Botswana, Prof. Dr. Martin
Dreher/Brasilien, Prof. Dr. Ulrich Duchrow/Deutschland, Prof. Dr. Enrique Dussel/Mexico, Prof.
Dr. Fernando Enns/Deutschland, Prof. Dr. Antonio González Fernández/Spanien, Prof. Dr.
Timothy Gorringe/UK, Prof. Dr. Peter Heltzel/USA, Prof. Dr. Franz Hinkelammert/Costa Rica, Dr.
Martin Hoffmann/Costa Rica, Prof'in Dr. Claudia Janssen/Deutschland, Prof. Dr. Carsten JochumBortfeld/Deutschland, Prof. Dr. Brigitte Kahl/USA, Prof. Dr. Rainer Kessler/Deutschland, Prof.
Dr. Karl Koop/Canada, Prof. Dr. Maake J Masango/Südafrika, Prof. Cynthia D. Moe- Lobeda,
Ph.D./USA, Dr. Kenneth Mtata/Zimbabwe, Prof. Dr. Craig L. Nessan/USA, Prof. Dr. Axel
Noack/Deutschland, Prof. Dr. Jaime Prieto/Costa Rica, Dr. Edelbert Richter/Deutschland, Prof.
Dr. Santhosh J. Sahayadoss/Indien, Prof Dr. Dr. h.c. Luise Schottroff/Deutschland, Prof. Dr. Sturla
Stalsett/Norwegen, Prof. Dr. Marisa Strizzi/Argentinien, Prof. Dr. Samuel Torvend/USA, Prof. Dr.
Hans G. Ulrich/Deutschland, Prof. Dr. Karin Ulrich/Deutschland, Lic. Ton
Veerkamp/Deutschland, Dr. Dietrich Werner/ Deutschland, Prof. Dr. Vitor Westhelle/Brasilien,
Prof. Dr. Renate Wind/Deutschland, Prof. Dr. Lauri Wirth/Brasilien
Sostenitori (al 1.1. 2015):
Anna Marie Aagaard, prof. emerita, University of Aarhus/Dänemark, Prof. Dr. Evangeline
Anderson-Rajkumar/Indien, Pfarrer Norbert Arntz/Deutschland, Prof. Dr. Sigurd
Bergmann/Schweden, Prof. Dr. Gregory Baum/Canada, Prof. Dr. Ulrich Becker/Deutschland; Dr.
Dick Boer/Niederlande, Prof. Dr. Allan Boesak/Südafrika/USA, Prof. emer. Dr. Pamela K
Brubaker/USA, Prof. Dr. Nancy Cardoso/Brasilien, Bishop Duleep de Chickera, Sri Lanka, Prof.
Dr. John B. Cobb, Jr./USA, The Rev. Dr. Norma Cook Everist/USA, The Rev. Dr. Lisa E.
Dahill/USA, The Rev. Dr. Susan E. Davies/USA, The Rev Dr. Moiseraele Prince
Dibeela/Botswana, Dr. Gabriele Dietrich/Indien, Dr. Beat Dietschy/Schweiz, Prof. Jacob J.
Erikson/USA, Dr. Christopher Ferguson, Generalsekretär der Weltgemeinschaft Reformierter
Kirchen/Canada/Deutschland, The Rev. Dr. Jerry Folk/USA, Dr. Hartmut Futterlieb/Deutschland,
Dr. Wolfgang Gern/Deutschland, Prof. The Rev. Dr. Arnfríður Guðmundsdóttir, Island, The Rev.
Dr. Anna Karin Hammar/Schweden, Prof. Dr. Cees J. Hamelink/Holland, Prof. Dr. John Hiemstra/
Kanada, The Rev. Dr. George S Johnson/USA, The Rev. Dr. Kristin Johnston Largen/USA, Jonas
Adelin Jørgensen, Generalsekretär, Dänischer Missionsrat, The Rev. Dr Jooseop
Keum/Korea/Genf, Rev Dr Sivin Kit/Malaysia, Dr. René Krüger/Argentinien, Dr. Gerhard Liedke/
Deutschland, Carter Lindberg, Professor Emeritus/USA, Prof. Dr Dr. Peter Lodberg/Dänemark,
The Rev. Dr. David Lull/USA, Man Hei Yip, Ph.D. Candidate/U.S.A./Hong Kong, The Rev. Dr. Jim
Martin-Schramm/USA, Dr. Daniel F. and Dr. Jean B. Martensen/USA, Esther Menn, Ph.D./USA,
Dr. Rogate Mshana/Tanzania, Ched Myers, PhD, Bartimaeus Cooperative Ministries/USA, Prof.
Dr. Harry Noormann/Germany, Prof. Dr. Park Seong-Won/Korea, The Rev. Dr. Richard J. Perry,
Jr./USA, Prof. Dr. Winston Persuad/U.S.A./Guyana, Dr. Praveen PS. Perumalla/Indien, Pfr. Dr.
Vincenzo Petracca/Deutschland, Prof. Raymond Pickett/USA, The Rev. Dr. Shanta
Premawardhana/USA, The Rev. Melinda Quivik, PhD/USA, Prof. J. Paul Rajashekar,
U.S.A./Indien, Rev. Christopher Rajkumar/Indien, Prof. Dr. Larry Rasmussen/USA, Prof. Dr.
David Rhoads/USA, Prof. Dr. Joerg Rieger/USA, Dr. Martin Robra/Deutschland/Genf, Terra
Radicalizzare la Riforma - 94 tesi 13
Rowe, Ph.D. Candidate/USA, Prof. Dr. Barbara Rossing/USA, The Rev. Robert Saler, Ph.D./USA,
Violaine and Dr. Julio de Santa Ana/Uruguay/Genf, The Rev. Dr. H. Paul Santmire/USA, Prof. Dr.
Thomas H. Schattauer/USA, Prof. Dr. Franz Segbers/Deutschland, Dr. Jirí Silný/Tschechien, Prof.
Dr. Lilia Solano/Kolumbien, Prof. Mary M. Solberg/USA, Prof. Dr. Kirsi Stjerna/USA, Prof. Dr.
Jung Mo Sung/Brasilien, The Rev. Linda Thomas, PhD/USA, Prof. Dr. Detlov Tonsing/Südafrika,
Prof. Dr. StylianosTsompanidis/Griechenland, The Rev. Dr. Alicia Vargas/USA, Prof. Dr. Mammen
Varkey/Indien, Prof. Dr. Petros Vassiliadis/Griechenland, Prof. Dr. Vuyani Vellem/Südafrika, Prof.
Anna Marie Vigen, Ph.D./USA, Dr. Klausdieter Wazlawi/Deutschland, Dr. Paul A. Wee/USA, The
Rev. Dr. Paul Westermeyer/USA, The Rev. Josef Purnama Widyatmadja/Indonesia, The Rev. Prof.
Philip L. Wickeri/USA/China, Dr. M. E. Greetje Witte- Rang/Holland, The Rev. Nancy Wright/USA.
nel w

Joomla templates by a4joomla